La manovra economica e finanziaria dell'Italia
La legge di riforma della contabilità e finanza pubblica, legge n. 196 del 31 dicembre 2009, nasce dalla necessità di adeguare il contesto normativo e le regole che presiedono al governo della finanza pubblica e alla gestione del bilancio alle esigenze scaturite dall’adesione dell’Italia all’Unione monetaria, dall’evoluzione del sistema economico e dal nuovo assetto istituzionale tra Stato ed Enti decentrati.
La
legge di contabilità e finanza pubblica. Legge n. 196 del 31 dicembre
2009 ![]()
Il ciclo e gli strumenti della programmazione economico-finanziaria e di bilancio

Decisione
di finanza pubblica
Il ciclo della
programmazione prende avvio con la Decisione di finanza pubblica (DFP), che
sostituisce il Documento di programmazione economica e finanziaria (articolo
10). Essa, ampliando il precedente quadro informativo, espone, almeno per il
triennio successivo: gli obiettivi di politica economica e il quadro delle previsioni
economiche e di finanza pubblica; le previsioni tendenziali a legislazione vigente
del conto economico della pubblica amministrazione, del saldo di cassa e del
debito, sia complessivi che articolati per i sottosettori istituzionali; gli
obiettivi programmatici dei saldi e del debito, per il complesso delle amministrazioni
pubbliche e per i suoi sottosettori, al netto e al lordo degli interessi e delle
misure una tantum, espressi in percentuale del Pil.
La DFP illustra la manovra necessaria a conseguire per ciascun anno del triennio
gli obiettivi prefissati e indica gli eventuali disegni di legge collegati alla
manovra di finanza pubblica da presentare alle Camere entro il successivo mese
di febbraio. In coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica e con il contenuto
del Patto di convergenza, di cui all'articolo 18 della legge n. 42 del 2009,
essa indica il contenuto del Patto di stabilità interno e delle sanzioni
per gli enti territoriali in caso di mancato rispetto di quanto previsto dal
Patto di stabilità medesimo. Completa il quadro di riferimento l'indicazione
di massima delle risorse finanziarie necessarie a confermare per il periodo
di programmazione gli impegni e gli interventi di politica economica e di bilancio
per i principali settori di spesa (politiche invariate), nonché, a fini
conoscitivi, il valore atteso del prodotto potenziale e degli indicatori strutturali
programmatici del conto economico delle amministrazioni pubbliche.
Al fine di assicurare il coordinamento con tutti i livelli di governo, la definizione
del documento di programmazione inizia il 15 luglio con l'invio alla Conferenza
permanente per il coordinamento della finanza pubblica e alle Camere delle linee
guida per la ripartizione degli obiettivi di bilancio. Acquisito il parere della
suddetta Conferenza entro il 10 settembre, lo schema di Decisione di finanza
pubblica è dunque inviato al Parlamento (15 settembre) per le conseguenti
deliberazioni parlamentari. Lo spostamento a settembre della presentazione del
documento consente di definire con maggiore accuratezza e stabilità il
quadro previsivo all'interno del quale collocare la manovra di finanza pubblica.
La Decisione di finanza pubblica 2011-2013
Lo schema di Dfp per gli anni 2011-2013 viene quest’anno presentato per la prima volta in sostituzione del Documento di programmazione economico e finanziaria ai sensi della nuova normativa in tema di contabilità pubblica (legge n. 196 del 2009).
La Decisione di finanza pubblica indica obiettivi, previsioni, eventuali scostamenti e modifiche correttive ed è accompagnata da documenti informativi fra cui il programma infrastrutture e insediamenti produttivi con le relative tabelle.
Il documento prevede - rispetto alle stime contenute nella RUEF pubblicata lo scorso maggio - una revisione al rialzo della crescita attesa per il 2010 di 0,2 punti percentuali, all’1,2 per cento, e una revisione al ribasso di pari entità per il 2011, all’1,3 per cento. Nel biennio 2012-2013, la crescita del PIL si attesterebbe al 2,0 per cento in ciascun anno, andando a ridurre in parte l’ancor ampio gap di capacità produttiva inutilizzata.
Le nuove previsioni, in tema di finanza pubblica, comportano un livello di indebitamento netto tendenziale in linea con quello programmatico, concordato in sede europea e contenuto nell’ultimo Programma di Stabilità presentato dall’Italia a gennaio 2010.
Rispetto alle stime tendenziali contenute nella RUEF le nuove previsioni presentano un aumento dell’avanzo primario rispettivamente di 0,1, 0,6 e 1,3 punti percentuali di PIL nel periodo 2010-2012, dovuto principalmente all’impatto della manovra correttiva.
Documenti
Decisione
di finanza pubblica (1,24 Mb) ![]()
Relazione
allegata (812 Kb)
Nota
metodologica sui criteri di formulazione delle previsioni tendenziali (1,86
Mb) ![]()
Allegato
Programma infrastrutture strategiche (1,15 Mb) ![]()
Tabelle
e note infrastrutture (1,18 Mb) ![]()
Nota di
aggiornamernto della Decisione di Finanza Pubblica
Nel corso dell'anno, eventuali aggiornamenti degli obiettivi di bilancio o interventi
correttivi adottati in conseguenza di scostamenti rilevanti degli andamenti
di finanza pubblica rispetto agli obiettivi, dovranno essere evidenziati attraverso
una apposita Nota di aggiornamento della Decisione di finanza pubblica (articolo
10, comma 3).
Il nuovo ciclo di programmazione si caratterizza dunque per un maggior coinvolgimento
dei livelli di governo decentrati nella definizione degli obiettivi di bilancio
e nella predisposizione del documento di programmazione. è maggiormente
evidente il raccordo tra gli obiettivi europei, le politiche di bilancio e il
contributo richiesto, ai fini del loro conseguimento e implementazione, ai diversi
livelli di governo. Appare, inoltre, più evidente l'orientamento della
programmazione verso il medio periodo. In questo senso, si dispone l'indicazione
degli obiettivi programmatici in termini strutturali, nonché la effettiva
triennalità della manovra di bilancio. L'obiettivo è quello di
rafforzare il ruolo della programmazione e di assicurare maggiore certezza alle
amministrazioni sull'ammontare delle risorse rese disponibili con il bilancio.
Con lo stesso obiettivo si prevede che la formulazione delle proposte delle
amministrazioni centrali dello Stato, nell'ambito del processo di formazione
del bilancio, sia riferita all'intero triennio di programmazione, anziché,
come avviene ora, al primo esercizio di riferimento della previsione.
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Manovra di Finanza Pubblica
Sulla base delle previsioni tendenziali e degli obiettivi indicati nella DFP,
entro il 15 ottobre sono presentati al Parlamento il disegno di legge di stabilità
- che sostituisce la Legge finanziaria - e il disegno di legge del bilancio
dello Stato (DLB).
Legge di stabilità
La legge di stabilità (articolo 11) contiene le misure necessarie a realizzare,
per il triennio di riferimento, gli obiettivi programmatici indicati nella DFP.
La legge si compone di:
Articolato
• il livello
massimo del saldo netto da finanziarie e del ricorso al mercato;
• la variazione delle aliquote delle imposte (fatto salvo quanto previsto
dalla legge 42 del 2009 in materia di tributi degli enti territoriali);
• l'importo complessivo destinato al rinnovo dei contratti pubblici;
• le misure correttive delle leggi che comportano oneri superiori a quelli
previsti;
• altre regolazioni meramente quantitative;
• le eventuali norme necessarie a garantire l'attuazione del Patto di
stabilità interno, nonché quelle volte a realizzare (anche in
un eventuale provvedimento collegato) il Patto di convergenza di cui all'articolo
18 della legge 42 del 2009. Ciò al fine di coordinare gli interventi
correttivi disposti con la manovra di fine anno tra i diversi livelli di governo.
Tabelle
• Tabelle
A e B - indicano gli importi dei fondi speciali per la copertura di nuovi provvedimenti
legislativi;
• Tabella C - viene ridefinito il suo contenuto escludendo le spese che
hanno natura obbligatoria (es. trasferimenti per il funzionamento ordinario
di enti pubblici) che restano determinate dalla legge di bilancio (art. 52);
• Tabella D - assorbe le ''vecchie'' tabelle D, E ed F per le spese in
conto capitale. Essa riporta gli importi destinati al finanziamento delle leggi
che dispongono spese a carattere pluriennale in conto capitale, con evidenziazione
dei rifinanziamenti, delle riduzioni e delle rimodulazioni;
• Tabella E - riporta le riduzioni di autorizzazioni legislative di spesa
di parte corrente.
Il Disegno di legge di stabilità e il Disegno di legge di bilancio
II Consiglio dei Ministri del 14 ottobre ha approvato il disegno dì legge di stabilità per il triennio 2011-2013 ed il disegno di legge di approvazione del bilancio di previsione dello Stato per il medesimo triennio.
Il disegno di legge di stabilità tiene conto dello scenario delineato dalla Decisione di finanza pubblica approvata a settembre, in base al quale si prevedono per il 2010 un tasso di crescita del PIL reale dell’1,2 per cento e un deflatore pari all’1,6 per cento. Le prospettive di crescita si rafforzano ulteriormente per il triennio 2011-2013, con un PIL reale che si attesterebbe all’1,3 per cento nel 2011 e al 2 per cento nel 2012 e nel 2013, mentre il relativo deflatore sale all’1,8 per cento nel 2011 e all’1,9 per cento nel 2012 e nel 2013.
La legge di stabilità, introdotta con la legge di riforma del bilancio (art. 11 legge n.196/2009), sostituisce da quest'anno la legge finanziaria. I due provvedimenti compongono la manovra triennale di finanza pubblica e, in particolare, la legge di stabilità dispone il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio pluriennale 2011-2013, esprimendolo sotto un aspetto tabellare, che conferisce al documento contabile una migliore trasparenza e leggibilità.
Documenti
Disegno
di Legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato" (legge di stabilità 2011) (4,78 Mb)
Disegno
di Legge "Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario
2011 e per il triennio 2011-2013" (11,19 Mb) ![]()
Aggiornamento
del Programma di Stabilità
La riforma prevede che il Governo trasmetta alle Camere e alla Conferenza permanente
per il coordinamento della finanza pubblica, entro i quindici giorni antecedenti
la data di presentazione concordata in sede europea, lo schema di aggiornamento
del Programma di stabilità (articolo 9). L'aggiornamento del programma
di stabilità comprende il quadro sulle prospettive di medio termine della
politica economica italiana nell'ambito dell'Unione europea, con l'indicazione
delle linee guida per la sua implementazione a livello di politiche nazionali.
Programma
di stabilità dell'Italia 2009 (964 Kb) ![]()
Nota
di Aggiornamento 2010-2012 (173 Kb) ![]()
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Relazione sull'Economia e la Finanza Pubblica
Nel successivo mese di aprile, la Relazione sull'economia e la finanza pubblica (REF) - che sostituisce la Relazione unificata sull'economia e la finanza pubblica a decorrere dal 2011 - riporta l'analisi dell'andamento dell'economia, del conto economico e del conto di cassa delle amministrazioni pubbliche con riferimento all'anno precedente ed espone l'aggiornamento delle previsioni macroeconomiche e di finanza pubblica per il periodo di riferimento della programmazione (articolo 12). Essa riporta anche, se disponibile, il parere del Consiglio UE sull'aggiornamento del programma di stabilità.
La Relazione Unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica (RUEF) è stata sostituita con la Relazione sull’Economia e la Finanza Pubblica (REF) che entrerà a regime a partire dall’anno 2011 ai sensi della L. 31 Dicembre 2009 n. 196
Relazione
Unificata sull'Economia e la Finanza Pubblica per il 2010 (2 Mb) ![]()
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La manovra finanziaria correttiva 2011-2012
La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il 29 luglio il disegno di legge di conversione del decreto legge n. 78/10, recante una serie di misure finalizzate a stabilizzare, attraverso il contenimento della spesa e il contrasto all'evasione fiscale, il quadro finanziario per il triennio 2011-2013, in conformità agli impegni assunti in ambito europeo, nonché a sostenere, al contempo, lo sviluppo e la competitività economica nazionale
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Revisione Patto di stabilità
Il 29 settembre
scorso la Commissione europea ha presentato un pacchetto di 6 proposte legislative
(5 di regolamento ed 1 di direttiva), volte a dare attuazione alle linee di
rafforzamento della governance economica. Le proposte concernono due dei tre
ambiti di intervento indicati dal Consiglio europeo del giugno scorso:
1. applicazione più rigorosa del Patto di stabilità e crescita
(PSC)
2. creazione di una più forte sorveglianza macroeconomica su squilibri
di competitività e crescita.
Sul terzo ambito di intervento – l’introduzione di un meccanismo
per il coordinamento ex ante delle politiche economiche nazionali – è
stato già deciso l’avvio dal 2011 del “semestre europeo”.
Il
Patto di stabilità e crescita
La
Governance economica dell’UE - revisione del Patto di stabilità
e crescita
La
riforma della governance economica europea. Una analisi preliminare (Servizio
del bilancio del Senato) ![]()
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Documenti
di finanza pubblica sul Ministero dell'Economia e delle Finanze
Documenti
e informazioni su temi economici, monetari e finanziari interni e internazionali
a cura della Direzione I del Dipartimento del Tesoro